Cortinarius catharinae Consiglio
#1
Inviato 08 gennaio 2006 - 08:39
accellero qualche altro inserimento di funghi,
poi farò partire i secchi per Muggia e mi metterò a riposo,
oppure ascolterò i consigli di Antonio .
Il cortinario che vedrete è stato trovato a fine settembre tra querce e faggio,
sul limitare del bosco.
Mi ha interessato l'enorme base del gambo, quasi dovesse reggere chissà quale mole di fungo, ma anch'io ho 44 di piede ma dopo è finita lì
Incuriosito, mi sono andato a vedere il volume 5 di C.de Suisse e a pag.170
trovo Cortinarius calochrous var. parvus, secondo me ci potrebbe stare.
Che ne dite?
foto 1
Teramo-Abruzzo
#4
Inviato 08 gennaio 2006 - 11:15
A tal proposito colgo l'occasione del fatto di conoscere il prof. Giovanni Consiglio, e approfitto dell'occasione per inserire un estrapolato tratto da uno dei molti suoi articoli pubblicati nelle riviste specializzate, con titolo: CONTRIBUTO ALLA CONOSCENZA DEI MACROMICETI DELL'EMILIA-ROMAGNA VIII.
Articolo che "tra l'altro", potrete trovare completo in: BGMB 40 (2-3): 150-167, 1997
Nelle OSSERVAZIONI su tale specie, l'Autore, discute del complesso C. calochrous:
Il complesso di Cortinarius calochrous è stato di recente (Brandrud et al., 1992) suddiviso, sul piano tassonomico, in differenti entità in relazione ai diversi habitat oppure, a parità di habitat, sulla base delle variazioni del colore del cappello, specialmente al margine (da rilevare in esemplari giovanissimi), e del velo generale (al margine del cappello e sul bulbo); dell'intensità della pigmentazione lilla delle lamelle e dell'apice del gambo; e dello sviluppo della sostanza granulosa extracellulare e intracellulare che assume una colorazione rosa persistente sotto l'azione di KOH. Per circoscrivere le varie entità sono stati scelti i ranghi infraspecifici di "varietà" e di "sottospecie". Per quanto discutibile sia questa scelta, essa ha l'indubbio merito di fissare dei punti di riferimento molto precisi per la delimitazione dei vari taxa che fulcrano attorno alla specie tipo. Così nei boschi di latifoglie troveremo C. calochrous subsp. calochrous var. calochrous (Pers.: Fr.) S.F. Gray, con margine del cappello e velo di colore giallo o giallo citrino e gambo bianco; C. calochrous subsp. calochrous var. caroli (Velenovsky) Nezdojminogo, con margine del cappello e velo di colore giallo ocraceo e gambo con toni lilla e C. calochrous subsp. calochrous var. parvus (Henry) Brandrud, con margine del cappello bianco, velo biancastro e gambo bianco. D'altra parte, le specie dei boschi di conifere sono: C. calochrous subsp. coniferarum var. coniferarum (Moser) Nezdojminogo, con margine del cappello giallo più o meno citrino, resti scagliosi brunastri di velo al centro e gambo biancastro; C. calochrous subsp. coniferarum var. haasii (Moser) Brandrud, con margine del cappello da giallo pallido a citrino chiaro, larghi lembi di velo ocraceo e gambo con intense tonalità lilla, legato all'abete bianco e C. calochrous subsp. coniferarum var. barbaricus Brandrud, molto simile a quest'ultimo ma legato all'abete rosso e al pino.
Nel complesso di C. calochrous svolgono un ruolo significativo le reazioni alle basi forti, in particolare quella del rivestimento pileico all'idrato di potassio (KOH). C. calochrous subsp. calochrous var. parvus nell'interpretazione di Brandrud et al. (1992) presenta una reazione rosso vivo al KOH di cappello, velo e feltro miceliare. Tale reazione dà un colore differente, bruno rossiccio, sul rivestimento pileico di C. parvus (Henry, 1943), che, inoltre, presenta un cappello di colore ocraceo, immutabile, e dati microscopici (spore e peli marginali) differenti. In altre parole ci sono due C. parvus Henry, uno ss. Henry e uno ss. Moser e ss. Brandrud et al. Per conferire uno status nomenclatoriale corretto al C. parvus ss. Moser (1952) e ss. Brandrud et al. (1992) è stato recentemente proposto (Consiglio, 1996) il nuovo taxon C. catharinae Consiglio. Nell'ambito del gruppo di specie legate alle latifoglie, C. calochrous var. caroli si distingue, fra l'altro, per le spore un po' più larghe di quelle di C. calochrous var. calochrous (9-12 x 5,5-6,5 m) e un po' più grandi di quelle di C. catharinae (8,5-11 x 6-6,5 m). Tutte queste specie mostrano un cappello fondamentalmente giallo chiaro nel giovane, poi giallo oro, più o meno macchiato di fulvastro, e una reazione del rivestimento pileico con KOH 20% che è rosso-brunastra nel tipo, più brunastra nella var. caroli e rosso aranciato in C. catharinae.
Dopo una serie di vicissitudini l'epiteto specifico "calòchrous" (= dalla bella pelle, dal bel colore) è stato definitivamente riabilitato a spese dell'ortograficamente errato callòchrous e di callìchrous, corretto (cf., ad esempio, "calligrafìa" oppure "Venere callipìgia") ma meno vicino all'uso corrente. L'ortografia corretta dell'epiteto varietale è "càroli" (= di Carolus, cioè, di Carlo, Karol, ecc.) e non "caròlii" come riportato erroneamente nella Flora Photographica. Il Codice Internazionale di Nomenclatura Botanica prescrive, infatti, l'uso del genitivo con una i, quando esso compare come tale nella lingua latina (ad esempio, "alexandri", "renati", ecc.).
Marino Zugna
A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso
#5
Inviato 15 gennaio 2006 - 19:14
cellule imeniali
Marino Zugna
A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso
#13
Inviato 15 gennaio 2006 - 20:34
Ho provato a vedere se la reazione al KOH è evidente anche nel secco nel caso reagisse in qualche modo.
Il risultato è stato: nella cuticola una reazione quasi immediata al rosso forte laccato, nella carne nullo o per o meno non aprezzabile.
Visto quanto scritto sopra da Giovanni e considerato il fatto che le caratteristiche macro, micro e le reazioni chimiche si adattano, sarebbe da prendere in considerazione Cortinarius catharinae Consiglio come Taxon associabile a questa raccolta.
nella foto la reazione del pileo e della carne del gambo
Marino Zugna
A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso
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